ITINERARIO 
DELLO SPIRITO
 
 
 
 
 
 
 
 
Loreto e l'origine dell'identità spirituale marchigiana 
Le marche, sin dall'antichità, conservano con la divinità uno speciale rapporto ed uno speciale culto rivolto ad entità di carattere femminile. 
E' il caso del culto piceno originatosi intorno alla dea Cupra, nell'omonimo santuario di Cupra Marittima; o di quello riservato alla fortuna, nel celebre santuario eretto a Fano dall' architetto Virtuvio; o del mito dell'oracolo della Sibilla che ancora aleggia nel nome dell'Appennino che da lei deriva la radice. In età cristiana la cosa pare perpetuarsi attraverso il culto di Santa Maria diffuso in molte abbazie benedettine, dalla quale derivano il nome. Il percorso osservato dal celebre santuario mariano di Loreto, intimamente legato al culto delle pietre devote dalla Santa Casa di Maria, qui trasportate come reliquia dalla Palestina nella data tradizionale del 1294, maturano il progresso e l'affermazione completa del culto legato alla figura della Madonna Madre del Cristo. In particolare, la Santa Casa lauretana, diviene il luogo in cui conoscere spiritualmente uno dei massimi dogmi del Credo Cristiano: quello dell'incarnazione. Le vicende geo-politiche marchigiane, sviluppate dalle famiglie dei Montefeltro, dei Malatesta, degli Sforza, dei Varano e dei De La Rovere, lasciano nella regione patrimoni illustri in merito all'architettura religiosa e ad insigni opere d'arte realizzate dai più valenti artisti  dell'Umanesimo e del Rinascimento. 
Senigallia - Convento delle Grazie: Pala del Perugino 
 
 
Alle origini della spiritualità nella Marca: itinerario Paleocristiano tra Pentapoli ed Esarcato 
La prima testimonianza di una comunità religiosa nelle Marche risale a Sant'Agostino (425) e riguarda Ancona. Tuttavia vi è ipotizzabile la presenza di una comunità cristiana già dal I secolo dopo Cristo. 
La vicenda bizantina nel litorale medio Adriatico e la creazione di un vero e proprio stato (l'esarcato di Ravenna prima e la Pentapoli poi, che inclusero la città di Ancona, Osimo, Senigallia, Fano, Pesaro, Rimini e Ravenna) dipendente da Costantinopoli, permisero di mantenere contatti con la civiltà classica anche in Medioevo avanzato. Monumenti insigni del romanico di Ancona, sono certamente il duomo di San Ciriaco (847), la chiesa di Santa Maria della Piazza nonchè la stupenda Abbazia di Portonovo (IX sec.). D'obbligo è la visita al duomo e alla città di Osimo, per poi riprendere il percorso costiero con la visita alla città di Senigallia (la rocca e la bella pala del perugino), di Fano, che conserva mirabili vestigia romane come l'arco di Augusto e una predella dipinta da unn giovanissimo Raffaello Sanzio, e la città di Pesaro in cui si possono visitare gli affreschi di San Decenzio, il bel duomo e la celebre pala, detta appunto di Pesaro, dipinta da Giovanni Bellini
Ancona - Duomo di San Ciriaco 
 
Alle origini della spiritualità nella Marca: itinerario nelle abbazie della Val di Chieti. 
La diffusione di un rinnovato vigore spirituale in età romanica è testimoniata, nelle marche, dalla imponente presenza abbaziale. La corrente spirituale Lombarda, ad ogni modo, fu quella che maggiormente vi consolidò la sua presenza non escludendo tuttavia infiltrazioni di origine meridionale o, addirittura, orientale. 
E' in particolar modo nella Val del Chienti che si sviluppa, a partire dall'abbazia di Rambona (IX sec.), una vasta teoria di rappresentanze architettoniche e pittoriche del ciclo romanico. 
L'itinerario si snoda così tra gli splendidi e variegati motivi di Santa Maria piè di Chienti (936), San Claudio al Chienti (IX sec.), Santa Maria di Chiaravalla di Fiastra (abbazia cistercense del 1142), San Nicola di Tolentino, con i suoi preziosi affreschi del gotico riminese, la già citata abbazia di Rambone a Pollenza e, per finire, quella di san Lorenzo al lago di Fiastra. L'itinerario, trascorrendo sulla direttrice che da Loreto procede verso l'Umbria ed Assisi, compie un incomparabile percorso nell'intimità spirituale centro-italiana. 
San Claudio - Abbazia di San Claudio 
 
La Vallesina ed il monachesimo Camaldolese: itinerario abbaziale nel corso dell'esino 
L'itinerario monastico della Vallesina è certamente il più poliedrico in merito agli stili ed alle influenze che vi hanno troveto espressione. 
L'opera di San Romualdo, fondatore dell'Ordine Camaldolese e sepolto nella omonima abbazia di San Romualdo, è tuttavia quello che denuncia la più forte presenza. Trestimonianza ne è il bellissimo eremo camaldolese di Fonte Avellana a Serra Sant'Abbondio, che ebbe l'onore, tra i molti di ospitarre Dante Alighieri e di accogliere gli ultimi giorni del celebre Guido D'arezzo. 
Testimonianza cistercense di grande interesse è invece l'elegante abbazia di Santa maria di Castagnola a Chiaravalle. 
Mentre quella di San Vittore a Genga è un esempio unico perfetto di chiesa deuterobizantina a croce greca. L'itinerario include la visita alla antica Roccacontrada (Arcevia) città fondataa dai Franchi di Carlo Magno nell'VIII secolo. La città conserva documenti di straordinario valore artistico tra i quali spiccano la collegiata di San Medardo ed opere di Luca Signorelli e Luca della Robbia. 
La visita alla città di Fabriano, che conclude il percorso, dà l'opportunità di visitare la chiesa dei Santi Biagio e Romualdo ed il palazzo del Podestà. 
Arcevia - Polittico del Signorelli 
 
La spiritualità Cortese dei Crivelli: itinerario tra la Marca Firmana ed Ascoli Piceno 
la spiritualità del gotico cortese disegna, nell'ascolano, un itinerario di tutto riguardo. quello delle opere dei fratelli carlo e Vittorio Crivelli. 
La prima tappa è certamente Ascoli Piceno, in cui si possono visitare le bellissime chiese romanico gotiche di san francesco, San Gregorio, Sant'Emidio ed il battistero ottogonale. 
In particolare a Sant'Emidio è possibile contemplare il polittico dei Crivelli, per poi completare la visita nellla pinacoteca civica. 
Sulla scia dei capolavoridei due pittori veneti, il viaggio continua tra Ripatransone, Cupramarittima, Montefiore dell'Aso che, oltre a custodire i pregevoli dipinti, consevano centri storici intatti nel loro fascinno mediovale, ricchi di testimonianze ancor oggi visibili. 
Una visita d'eccezione è quella di Santa Maria della rocca ad Offida, una delle più belle abbazie romanico-gotiche della regione che conserva importanti affreschi di scuola Bolognese (sec. XIV). L'itinerario si conclude nella antichisima città di Fermo, che conseerva il bel duomo romanico dal celebre rosone, la bella pinacoteca civicae l'inestimabile biblioteca ricca di oltre trecentomila volumi tra i quali molti codici ed incunabili 
 
Ascoli Piceno - S.S. Vincenzo e Anastasio 
 
Loreto e la tradizione europea del pelligrinaggio nella Marca 
La luce che il culto marinaio ha condotto in Europa attraverso i secoli di profonda e sincera devozione, illustre e popolare, ha reso la Santa Casa meta permanente delle anime alla ricerca della Verità. Ed è la Grazia stessa, di cu questo luogo è fondamentale portatore, ad indicare ai devoti la Via che, attraverso lo Spirito Santo, conduce direttamente al mistero cristiano dell'Incarnazione. Le opere d'arte con cui i pontefici hanno voluto magnificare un tale luogo possono apparentemente contrastare con la semplicità interiore delle pareti della Santa Casa: in realtà esse non fanno che riflettere con le parole dell'arte il senso che i più grandi ingegni del Rinascimento da quelle povere mura furono capaci di trarre. A Loreto furono pellegrini Cartesio, Mozart, Rabelais, Montaigne, Goethe (padre), Casanova, Cogliostro e persino un marinaio inviato da Cristoforo Colombo per sciogliere un voto fatto sulla Pinta. Qui Marcantonio Colonna rese grazie per la vittoria di Lepanto. Il rivestimento marmoreo della Santa Casa disegnato dal Bramante e scolpito dal Sansovino, la cupola di Sangallo, i cinquecento vasi da farmacia di Orazio Fontana donata dai duchi di Urbino, le opere del Lotto e del Pomarancio, del Melozzo e del Signorelli, dei Brandani e degli Zuccari ne fanno meta privilegiata dell'arte
 Loreto - Interno della Santa Casa
 
Itinerario nella spiritualità del Rinascimento Marchigiano 
La spiritualità del "principe" si espresse nelle Marche del Rinascimento, attraverso il gusto artistico diffuso dalla corte feltresca di Urbino. Momento insuperato di questo raccoglimento mistico dell'Uomo moderno di fronte alla Natura, è la cappella del perdono nel palazzo ducale di Urbino, che affianca il celebre studiolo in cui il duca Federico meditava sulle scienze e le arti terrene. La spiritualità nell'arte dei Montefeltro è brillantemente tradotta dalla Madonna di Senigallia e dalla Flagellazione, opere del pittore Piero della Francesca oggi custodite nel palazzo ducale di Urbino. L'itinerario prosegue a Fano, dove, ai piedi della Pala del Perugino in Santa Maria Nuova, è possibile ammirare la bellissima predella dipinta da un giovanissimo Raffaello Sanzio (nato ad Urbino nel 1483). La visita procede all'eremo di Montegiove di Fano e al convento delle Grazie di Senigallia, dov'è custodita un'altra celebre pala del Perugino. Sempre a Senigallia, è d'obbligo la visita alla rocca, testimone dei celebri fatti descritti dal Macchiavelli, in cui il Valentino fece strage dei suoi oppositori politici. La pinacoteca di Jesi custodisce la bellissima S. Lucia dipinta dal Lotto. Ad Arcevia si possono visitare le belle pale del Signorelli, ed è infine possibile raggiungere San Severino che nella pinacoteca civica, custodisce il capolavoro del Pinturicchio: La Mater Pacis.
Urbino - Palazzo Ducale, Piero della Francesca: Madonna di Senigallia
 
Le personalità dello spirito nella Marca 
Un interessante itinerario è quello che, nella Marca, coinvolge i luoghi in cui ebbero origine o trovarono estrema dimora, i grandi autori spirituali e politici, della storia della Chiesa. Personalità eminenti del percorso politico ecclesiastico son certamente due pontefici che lasciarono un segno indelebile della loro personalità nella storia universale: Sisto V e Pio IX. Sisto V, al secolo Felice Peretti, nacque a Grottammare nel 1521, e fu uno dei più energici costruttori del tardo rinascimento. L'opera urbanistica che per suo merito coinvolse le Marche, disegna nella regione la volontà di realizzare una serie di città ideali che ritrovano i loro modelli in Loreto, Fermo e Caldarola. Papa Pio IX, al secolo Mastai Ferretti, nacque invece a Senigallia nel 1792: restò celebre per le speranze che fu in grado di accendere nel primo Rinascimento, presso i patrioti italiani e per essere stato colui sotto il quale il potere pontificio dell'Italia si spense ad opera dell'intervento piemontese  nelle Marche con la battaglia di Castelfidardo. Illustri persinalità dello spirito di cui è possibile visitare i sacrari che ne custodiscono le spoglie mortali, sono i santuari di San Nicola di Tolentino e quello si San Giuseppe da Copertino ad Osimo, protettore degli studenti. Una visita particolare della città che vide la vita e le opere di Santa Maria Goretti: la incantevole Corinaldo.
Tolentino - Basilica di San Nicola