La II sala del Brandani
"Senigallia Palazzetto Baviera"






Nella II sala (Sala di Ercole), sono raffigurate, in 12 lunette, alcune imprese di Ercole. In senso orario, partendo dalla lunetta sulla porta d'ingresso:

1) Le colonne di Ercole. L'eroe porta sulle spalle le due famose colonne che collocò a destra e sinistra dello Stretto di Gibilterra perché gli uomini non le oltrepassassero.

2) La cattura di Cerbero, cane a tre teste, custode infernale. Questa impresa fu compiuta senza armi, con l'aiuto delle sole mani. Ercole, traghettato da Caronte, attraversò le acque dell'Ade. Tutti fuggivano davanti all'eroe, tranne la candida anima di Meleagro: l'eroe gli promise che, tornato sulla terra, avrebbe sposato sua sorella Dejanira. Riuscì finalmente a raggiungere il cane tricipite: lo prese e lo strinse fin quasi a soffocarlo. Dopo averlo incatenato, lo trascinò fuori dall'Ade e lo portò a Micene per mostrarlo ad Euristeo, re di questa città. Infine lo ricondusse nell'Ade, dopo aver dimostrato a tutti che aveva saputo vincere la morte.

3) Ercole regge sulle spalle il mondo. L'eroe aveva ricevuto l'ordine di cogliere alcuni pomi d'oro nel giardino delle Esperidi, le figlie della Notte. L'eroe chiese aiuto ad Atlante, il gigante che reggeva sulle spalle il mondo; costui, infatti era l'unico in grado di raccogliere i pomi con le sue lunghe braccia, ma non poteva logicamente farlo finché avesse avuto l'ingombro del globo terreste sulle spalle; Ercole allora lo sostituì nella fatica per il tempo strettamenrte necessario.

4) Ercole fila la lana. Ercole, reo di omicidio per aver assassinato un amico in un eccesso d'ira, fu condannato a servire Onfale, regina della Lidia, svolgendo lavori femminili. Nella lunetta è rappresentato in atto di filar la lana.

5) La cattura del toro di Minosse. Nell'isola di Creta apparve improvvisamente un gigantesco toro, venuto fuori - dicevano - dalle acque. La bestia, che devastava l'isola, fu presa viva da Ercole e portata a Micene.

6) L'uccisione di Caco. Ercole ricevette l'incarico di catturare la mandria di buoi del mostro Gerione. Portò a compimento l'impresa uccidendo il mostro e trasportando l'armento in Italia; sull'Aventino però un ladro, di nome Caco, sottrasse alcuni buoi all'eroe che dormiva e li celò in una grotta, trascinandoli per la coda così da far credere ad una uscita anziché ad un ingresso. Ercole cercò a lungo, ma invano. Quando, ormai senza speranza, si stava allontanando, sentì il muggito delle bestie che proveniva dall'antro: tornò sui suoi passi e punì con la morte il ladrone.

7 ) Ercole uccide il centauro Nesso, Si narra che Ercole chiese al centauro Nesso (mezzo uomo e mezzo cavallo) di trasportare sua moglie, la bella Dejanira, al di là del fiume Evéno. Nesso, dopo aver traghettato la donna, infiammato dal desiderio di lei, tentò di rapirla; ma Ercole, che sorvegliava dall'altra sponda, appena intuì il pericolo scoccò una freccia e lo colpì a morte. L' uomo-bestia però si vendicò: in punto di morte donò a Dejanira la sua tunica, intrisa del sangue e del veleno dell'Idra di Lerna, assicurandole che avrebbe ricondotto a sé il marito se si fosse invaghito di qualche altra donna; sarebbe bastato che l' indossasse. Quando Ercole si innamorò di Iole, Dejanira donò al marito la tunica. Appena l'eroe la indossò questa cominciò a bruciargli come il fuoco; invano tentò di strapparsela di dosso. Infine, volendo morire da eroe, si fece preparare una pira sul monte Eta e lanciandosi fra le fiamme trovò la morte.

8) L'uccisione dell'Idra, il serpente dalle nove teste. Tagliare la testa dell'Idra era fatica inutile, poiché da ogni capo reciso ne nascevano due; Ercole allora diede fuoco all'intera foresta dove si nascondeva il mostro e con un tizzone ardente gli bruciò i colli mozzati. Con la bile velenosa dell'animale intrise le punte delle sue frecce.

9) L'uccisione di Anteo, figlio della Terra. Costui era un gigante che viveva in Libia ed era invincibile poiché ogni volta che toccava terra con i piedi riprendeva nuove forze; Ercole allora lo soffocò tenendolo sollevato dal suolo.

lO) Ercole alle prese con un mostro serpentiforme.

11) L'uccisione del leone di Nemea. Ercole uccise con le sole mani il leone che terrorizzava le terre di Nemea; Io soffocò tenendolo sollevato da terra, perché soltanto in tal modo la belva avrebbe perso le sue forze, con la pelle invulnerabile si fece un vestimento, con il teschio un elmo.

12) La cattura del cinghiale di Erimanto, E' un'altra delle dodici fatiche che Ercole dovette compiere per ordine di Euristeo. L'eroe diede la caccia al terribile cinghiale che terrorizzava tante popolazioni, lo prese al laccio e lo portò sulle proprie spalle a Micene.

Al centro del soffitto la figura stilizzata di Gea (la madre terra) circondata da alcuni animali. Le mani al seno, ad indicare fecondità. Ai quattro lati altrettanti medaglioni raffiguranti le Quattro Stagioni: autunno, inverno, primavera, estate.

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