Chiesa della Croce
"Senigallia"
La Chiesa della Croce
fu commissionata nel 1605 dalla Confraternita della Croce all' architetto urbinate Muzio Oddi. La facciata, di severo stile classico, appare sobria
ma non disadorna; è ripartita da quattro lesene con capitelli corinzi sormontati da
una trabeazione greca e da un timpano con oculo centrale. Sopra il portale di
pietra una iscrizione ammonisce: "Erigis te et fugit a te - Humilias te et venit ad te" (= se ti esalti [il Signore] fugge da te - Se vivi in umiltà viene da te).
Entrando si scopre, insospettatamente, una splendida 'sala' (come ebbe a de finirla il Venturi): una luce dorata accoglie il visitatore che, abituandosi gradualmente alla penombra, scopre ovunque lo splendore di un' arte raffinata che,
pur anticipando il Barocco nello sfarzo delle cornici, esprime tutta l'eleganza rinascimentale.
La pianta è rettangolare e le pareti laterali sono segnate, in basso, da arcate cieche e pilastri i quali proseguono, nella parte superiore, in lesene; il soffitto, opera di mastro Giuseppe Ceriachi di Monte S. Vito, è a cassettoni.
Nella parte superiore ci sono le finestre; nella zona inferiore, invece, ci sono sei altari - uno entro ogni arcata - collocati in tempi successivi e fregiati dei simboli dei Santi protettori di diverse Corporazioni di " Arti e Mestieri" (bombardieri, muratori, filatrici e ricamatrici"...)
Capolavoro di scultura ed architettura barocca è l'Altare Maggiore.
Tutto ricamato da bassorilievi floreali è, in realtà, un'urna-sarcofago; aprendone infatti la parete anteriore si scopre la statua del "Cristo morto" che ogni anno, in occasione del Venerdì Santo, viene portata in processione dai fedeli.
Dietro l' Altare uno spettacolare studio architettonico fa da cornice alla Pala del Barocci: due snelle semicolonne scanalate con capitello corinzio sostengono una trabeazione arricchita da un fitto fogliame.
Quattro angeli (due sull' arco della comice e due sull'arco del timpano) completano l'ornamento.
Sopra l'Altare, la Deposizione di Federico Barocci (Urbino, 1535-l612),
eseguita nel 1582 e trasportata da Urbino a Senigallia a spalle da sedici uomini.
Al centro del quadro il corpo senza vita di Cristo, deposto entro un lenzuolo funerario sorretto da Giuseppe
d' Arimatea e Nicodemo, alle spalle di S. Giovanni, che si china dolente sulla salma, compare la figura di Maria tra due donne, in basso, in ginocchio, la Maddalena, sollevando lo sguardo verso il corpo di Cristo effonde il suo dolore coi capelli disciolti. Sulla rupe lontana, quasi in controluce, il Calvario dove alcuni uomini sono intenti a levare le scale dalla croce.
A destra, in piena luce il palazzo ducale di Urbino.
Il primo altare a sinistra, fu fatto a spese dei "Bombardieri ed Artiglieri" e dedicato a Santa Barbara; ne fanno fede i due fusti di cannone per colonne, più palle, squadre, sciaboloni. Nel quadro: il Martirio di S. Barbara. Il cannone sulla sinistra è un chiaro riferimento a lei, Patrona dell'artiglieria.
Il secondo altare ospita la preziosa tela del Ridolfi: Crocifisso e Santi.
Sul terzo altare è custodita la Madonna del Suffragio, di Scuola Baroccesca:
in basso a sinistra il Papa S. Gregorio Magno che si rivolge alla Vergine perché
interceda per le anime del Purgatorio rappresentate a destra.
Sulla parete di fondo, a sinistra del capolavoro del Barocci, una formella (del
pittore Giovanni Anastasi) rappresentante l' Adorazione dei Magi, Le altre formelle, sempre dell'Anastasi, rappresentano la Natività, l' angelo Gabriele e l'Annunziata.
Sul primo altare a destra di chi entra è rappresentata l'Assunta. In basso S. Nicola da Tolentino e S. Francesco.
Il secondo altare è dedicato alla Madonna del Buon Consiglio.
Il terzo altare fu eretto a spese della " Aggregazione dei Muratori"' vi sono dipinti, infatti, i simboli di questo mestiere: squadre, conchetto, cucchiara, staggia, martellino, pennello.
La tela rappresenta la Vergine con il Bambino; in basso un Papa in atto supplice, l'altare è dedicato a S. Caterina, probabilmente per il piccolo quadro che rappresenta appunto la Santa con la palma e la ruota, simboli del suo martirio.
Nella Chiesa sono anche custoditi quattro preziosi reliquiari lignei, di stile barocco, decorati in oro zecchino, contenenti reliquie di Santi ed esposti il I novembre, giorno della Festa di tutti i Santi
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