Palazzo Comunale
"Senigallia"
Il Palazzo Comunale, sede della locale Ammistrazione, è una armoniosa costruzione, del XVI sec. In pieno centro storico, su un lato dell’elegante piazza Roma “il salotto bene” della città, è indubbia l’influenza del Bramante nel progetto originale,[alleggerimento degli spazi degradanti], ed anche del Laurana, [alternanza dei piani secondari], in una raffinata armonia delle proporzioni.
La facciata, nella sua ricercata semplicità in laterizio discontinuo e rifiniture romaniche in pietra d’Istria, è resa più leggera, con l’artificio della prospettiva binaria dei piani secondari sovrapposti.
Fu costruito dal 1611 al 1613. I documenti dell’epoca, attribuiscono il progetto “all’Architetto del Duca” con molta probabilità Muzio Oddi architetto Urbinate.
L’ultimazione dell’edificio avvenne nel 1644, con la costruzione della torre campanaria, per la cui costruzione, l’Amministrazione dovette, come si direbbe oggi, contrarre un mutuo di 5000 scudi, rilevante debito per l’epoca.
Notevole la campana cambiata nel 1759, del peso di oltre due tonnellate. Il lavoro fu affidato ad un artista del settore, il fonditore Giambattista Donati dell’Aquila, decorata con finissimi fregi,
lo stemma del Comune, le immagini della Madonna di Loreto, del Crocifisso, di S. Paolino, S. Vincenzo, e S.M. Maddalena.. Le gira intorno una scritta latina, “a gloria di Dio, a ornamento della Patria, per la concordia dei Cittadini” che spiega il perché della sua creazione.
Nel salone del Consiglio di stile settecentesco su disegno del Bonacini [1754], si possono ammirare, raffinate opere d’arte, tre tele del Torregiani, una del Santini, stucchi, i dipinti del soffitto e quattro medaglioni sopra le porte.
L’intero salone è contornato da una galleria, al centro un superbo lampadario in cristallo di Boemia già del Teatro la Fenice, un busto di Papa Urbano VIII è collocato sopra la porta centrale. I busti del Cardinale Testaferrata, del Papa Pio IX del Re Vittorio Emanuele II e del Conte Marchetti sono dentro quattro nicchie, alle pareti laterali.
Dipinti dell’anticamera del Sindaco : Madonna col Bambino, della Scuola del Sassoferrato - una testa di Gentiluomo - una pregevole tela del Bezzuoli, Giove e Giunone - figura di donna seminuda, (copia di Sebastiano Piombi) - lapide con ritratto in onore a Angelo Maierini che “consacrò la sua vita agli studi severi del Diritto”.
Sala del Sindaco : raffinata stanza a pianta quadrata, pregevole il rapporto dei volumi, che crea un’atmosfera meditativa.
Vi sono raccolte delle preziose tele con cornici in legno e stucco dorato. Una bellissima Natività di scuola Fiamminga - una Natività e una Adorazione dei Magi di scuola Bolognese - un S. Girolamo ritenuto opera dello Spagnoletto - una copia della”Madonna detta del passeggio” di Raffaello - “un vecchio che beve” dipinto - una tavola con “Testa di Vecchio”. Fa parte della raccolta anche la “Mazza d’argento” [privilegio concesso da Benedetto XIV al Magistrato di Senigallia] con in cima lo stemma cittadino.
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