Come
nacque la battaglia del Cesano
Il potere centrale dello Stato Pontificio
era debolissmo.
Al fine di poter controllare il territorio il papa
si appoggiava ai signori locali con le loro compagnie di
guerrieri spadroneggiavano ed erano, comunque, in perenne conflitto tra
loro.
Cercando di estendere i loro domini fomentavano
odi e lotte di cui le più cruente
furono quelle che videro
fronteggiarsi Federico Da Montefeltro (signore
d'Urbino) e Sigismondo Malatesta (signore di Rimini,
Cesena,
Fano e per certi periodi anche di Senigallia).
Nel 1462 tali signorie sono in lotta appoggiando
i contendenti principali della guerra di Napoli, combattutta
fra
gli Angioini del francese Giovanni D'Angiò
chiamato in Italia durante la rivolta dei baroni napoletani in
cerca di
un appoggio importante contro il governo di Ferdinando
I Di Aragona.
I due schieramenti sono composti per la parte angioina
da Firenze, Genova, Venezia ed i condottieri principali
di tale fazione Jacopo Piccinino e Sigismondo Malatesta.
Dalla parte aragonese troviamo il Papa, Milano,
e il condottiero principale è Federico Da Montefeltro.
Si erano succeduti vari scontri ed il 29 settembre
1460 il Piccinino aveva messo a mal
partito Federico da
Montefeltro.
Il 7 luglio, comunque Ferdinando Di Aragona era
stato sconfitto dal D'Angiò.
Di questa situazione ne aveva sveltamente approfittato
il Malatesta che nel frattempo aveva ben
pensato di
allargare i suoi domini occupando Mondavio
e assediando Senigallia.
Purtroppo per lui queste due città erano
domini papali e Pio II, dopo aver scomunicato il Malatesta, il
giorno di
natale del 1460 aveva intimato Nicola Orsini di
venire a contatto con il Malatesta.
Sembrando a lui non bastante la potenza dell'esercito
comandato dall'Orsini aveva assoldato il Malvezzi
e la
Sua compagnia.
Come nelle migliori tradizioni delle compagnie
mercenarie queste si diedero al saccheggio del territorio
com-
preso tra le vallate del metauro e quelle dell'esino.
Il Malatesta che aveva fatto della sopresa una
delle sue armi migliori negli scontri riuscì con un colpo
di mano,
benchè comandasse forze nettamente inferiori
a conquistare il campo delle forze della chiesa e
a vincere la
battaglia di Nidastore che fu la sua ultima
vittoria.
Nel frattempo Senigallia aveva capitolato e per
tamponare una situazione che si andava ogni
giorno aggra-
vando su pressanti richieste del Papa accorse Federico
Da Montefeltro, il quale dopo un'epica marcia
forzata
poneva l'accampame nto
nei pressi di Senigallia a pochissima distanza dal rivale, ormai padrone
della città di
Senigallia. Lo scontro definitivo, l'ultima battaglia
tra i due, era vicinissima.
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In Costume d'Epoca][Il quadro del Carpaccio]
[Rievocazione
Storica A Senigallia dell'Estare '53]
Il Cimiero
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