Città natale di Federico II di Svevia e principale centro
della Vallesina, è situata nel cuore delle Marche, in mezzo
ad armoniose e fertili colline costeggiate dal fiume Esino.
La sua origine è dovuta, probabilmente, ad una colonia di
Umbri; poi, per certo vennero gli Etruschi, i Galli Senoni,
quindi i Romani che la chiamarono Aesis. Più volte
distrutta da Visigoti, Ostrogoti e Longobardi risorse
sempre riedificata sulle stesse rovine.
L'antico centro storico (dove ancora è ben individuabile il
cardo ed il decumano romano) è costituito da vicoli e
piazzette ed è circondato da mura deI XIV sec., a tratti,
maestose ed affascinanti. Pipino la donò nel 756 alla
Chiesa di Roma ed i monaci benedettini compirono un'opera di bonifica di grandi dimensioni, ridando vigore a
tutta la vallata, dove ancora sono apprezzabili i resti di
antiche abbazie e chiese romaniche.
Qui, nel 1194
Costanza d'Altavilla diede alla luce il grande Federico II di
Svevia e, da allora, Jesi fu a lungo ghibellina.
Nel 1305 ritornò sotto la Chiesa e riprese una estenuante
lotta contro Fabriano, ma 1'8 marzo 1328 la città fu
costretta alla resa e tornò ad essere "imperiale".
Il suo rientro nella Chiesa fu segnato dalla grande azione
militare voluta in terra marchigiana dal cardinale
spagnolo Egidio d'Albornoz; fu, quindi, assoggettata a
Galeotto Malatesta, poi a Braccio da Montone ed infine a
Francesco Sforza (1433); nel 1477 tornò ancora alla
Chiesa, ma nel 1517 fu saccheggiata dalle truppe urbinati,
in lotta contro il papa.
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